Storie del Piemonte

A Chiaves, con la Redazione di "Canaveis"

Venerdì 1° agosto2014, a Monastero di Lanzo, in frazione Chiaves, serata con la Redazione del Canaveis.

Relazione su 
Antiche cronache criminali delle Valli di Lanzo

Foto della serata (FOTO 1) (FOTO 2) - Copertina di "Canavèis n. 24 - Locandina della serata

 

 

Gente di Langhe di Donato Bosca: Giacomo Castella e Domenico Stella

Donato Bosca, Gente di Langhe, Araba Fenice. Bovers, 2014.

Fra i vari personaggi descritti nel libro, dove sono elencati in ordine alfabetico, si trovano anche due malfattori delle Langhe: sono riportati due miei articoli, apparsi a suo tempo nella rivista-libro Langhe, uno dedicato a STELLA DOMENICO (p. 291) e il secondo a CASTELLA GIACOMO (p. 90).

La copertina di Gente di Langhe

Presentazione dell'Editore Araba Fenic
 

Il cotonificio Fratelli Chiesa di Rivarolo. La ribellione degli operai del 1876

Il cotonificio Fratelli Chiesa di Rivarolo. La ribellione degli operai del 1876,

"Canavèis" n. 22, Primavera-Estate 2013 - guarda la mia presentazione su "Rete Canavese" (24-5-2013)

Storie di festa, di vino e di coltello

Le cronache giudiziarie dell’Ottocento, anche in Piemonte, riportano con grande frequenza episodi di feste finite tragicamente, quando il vino ha scatenato il risentimento nato da vecchie o nuove gelosie amorose, da antiche inimicizie familiari, da mai sopite rivalità paesane: sono le diverse declinazioni delle motivazioni scatenanti che conferiscono alle varie vicende le loro peculiarità.

"Una rissa mortale e un caso di malagiustizia. Pessinetto- Mezzenile, 20 settembre 1868" Leggi tutto il racconto.

"Pasqua di sangue ad Ala di Stura (17 aprile 1870)" Leggi tutto il racconto.

"Tragica festa a Traves. 16 agosto 1877" Leggi tutto il racconto.

1877, tra Leynì e Bosconero. Due carabinieri alla ricerca di una testa d'asino

Questa è una storia a lieto fine ambientata nel Canavese del 1877 che il cronista Basilius ha raccontato, con molto brio e vivacità, nella sua Rivista dei Tribunali, apparsa nella Appendice della «Gazzetta Piemontese» del 1° luglio 1877. La riportiamo con grande fedeltà all’originale limitandoci a qualche piccola modifica per rendere il testo più comprensibile.

Articolo apparso in "Canavèis" n. 21, Autunno 2012-Inverno 2013

Leggi il racconto.

Un Carabiniere ucciso da un Alpino - Storia valsusina del 1876

Questa storia inizia a Bussoleno di Susa il 21 febbraio 1876. Nella osteria della Bella Venezia tre o quattro brigate di contadini avvinazzati sono seduti a diverse tavole. Certo Ignazio Tomassone rompe sbadatamente un mezzo litro e si rifiuta di pagare il prezzo che gli viene richiesto dalla padrona dell’osteria.

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I tre fratelli Sperone di Canale (1869-1872)

Questa storia inizia verso le ore quattro del pomeriggio del 24 settembre 1869, quando un contadino tutto affannato giunge alla stazione dei carabinieri di Pancalieri. Ansante e spaventato, il contadino narra al brigadiere Carlo Fornelli di avere visto in un vigneto del territorio di Lombriasco quattro giovinastri che oziavano, coricati sotto un filare, e che dovevano avere cattive intenzioni, perché ha notato vicino a loro molte armi da fuoco, fucili a trombone e
pistole.

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Il delitto di Exilles (1933)

La storia di Carlo Beraud inizia il 13 giugno 1933 (anno XI), ad Exilles, quando l’anziano contadino Francesco Richard viene trovato morto nella cantina della sua casa solitaria, situata nella regione Finière.

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Il delitto di Camandona (1933)

A Camandona, piccolo comune del Biellese, nella sera dell’11 maggio 1933 un incendio distrugge il locale dove lo stimato ragioniere Vittorio Longo di Biella parcheggiava la sua automobile. Domato l’incendio, viene trovato un cadavere carbonizzato: tutti pensano che il ragioniere stesse eseguendo qualche lavoretto di manutenzione alla sua macchina e che una scintilla del saldatore abbia dato fuoco alla benzina, provocandone la morte.

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I feroci assassini di Demonte (1934 - 1937)
La strage di Balocco (1937)

La mattina del 13 marzo 1937, i due fratelli Cesone sono ritrovati uccisi con un’arma contundente a scopo di rapina. Ingente il bottino. Le indagini accusano un locale casaro, Mario Poledro, di 39 anni.

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L'omicidio di Vocca (1937)

La località di Vocca, nelle vicinanze di Varallo Sesia, nell’anno 1937 ha un momento di celebrità per un brutale assassinio.

Il 4 agosto, l’anziana Maria Gagliardini vedova Maioli, di 85 anni, viene trovata strangolata nella sua abitazione da cui sono scomparsi tre libretti postali per il valore di lire 12.000, titoli al portatore per mille lire ed un orologio d’argento.

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Due malfattori, una contadina ed un ex voto (1856)

Questa storia inizia il 14 novembre 1856, presso San Grisante, vicino a Crescentino, quando i carabinieri Bonora e Tissot stanno pattugliando la campagna. I due carabinieri sono vestiti in borghese e, per giustificare i fucili che portano, indossano abiti che li fanno assomigliare a due cacciatori. Ad un certo momento, Bonora e Tissot incontrano un uomo, che se va in giro armato di un fucile a due canne. Questi attacca discorso coi militari e racconta di essere un disertore, poi aggiunge che se avesse incontrato dei carabinieri, li avrebbe ricevuti col fucile di cui era armato e che era pronto a sostenere una lotta.

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Nei secoli fedele: Giuseppe Dellavalle, il carabiniere assassino che chiese scusa all'Arma

La curiosa storia di questo carabiniere è narrata in un mio articolo apparso su Neos news 1, gennaio 2009, pp. 33-35.

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Felice Formento, Carabiniere omicida autolesionista (Sommariva del Bosco, 1847)

Dalla mattina del 12 febbraio dell’anno del Signore 1847, a Sommariva del Bosco l’intera popolazione chiacchiera, discute, commenta. Non si parla della situazione politica del Piemonte, insolitamente turbolenta dopo anni di immobilismo, e neppure della grave crisi economica che ha colpito l’Europa.

Si parla dell’uccisione dell’ostessa della Croce di Malta, Giovanna Negro, avvenuta nella notte. E, fatto ancor più clamoroso, l’uccisore della donna è uno dei Carabinieri della locale caserma. Un Carabiniere che uccide? Roba da matti!

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Guarda le Figure.

Una festa turbolenta - 8 settembre 1848, Castagnito

Questa storia inizia nel territorio di Castagnito, all’inizio della via per Guarene, in regione Fracchie negli Airali, dove sorge la cappella barocca della Madonna del Popolo, verso le dieci della sera dell’8 settembre 1848.

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Uccisione del brigadiere dei carabinieri Giovenale Pepino, 8 marzo 1849, sulla strada Bollengo-Palazzo

Verso le sette della sera dell’8 marzo 1849, sullo stradale provinciale di Vercelli, fra Bollengo e Palazzo e più precisamente nella regione Causagna o Frassonera, il brigadiere dei carabinieri Giovenale Pepino comandante della caserma di Piverone, procede accompagnato dal carabiniere Pio. Il brigadiere ferma tre individui sospetti, che dicono di venire da San Germano diretti a Castellamonte, e chiede loro i documenti.

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I miei articoli per il CORRIERE DI SALUZZO

Quel furto da patibolo, Corriere di Saluzzo, 27 gennaio 2011.

Gli assassini della vedova, Corriere di Saluzzo, 24 marzo 2011.

Il sacerdote assassinato, Corriere di Saluzzo, 14 aprile 2011.

Un rapinatore troppo emotivo, Corriere di Saluzzo, 7 luglio 2011.

Il dramma di Dellavalle, Corriere di Saluzzo, 23 luglio 2009.

La colpa fu del vino, Corriere di Saluzzo, 25 giugno 2009.

La sorella del cappellano, Corriere di Saluzzo, 21 maggio 2009.

Giovanni Bianchetta, barbaro assassino di Salassa (1854)

La Gazzetta dei Giuristi, fondata a Torino nel 1854 dall’avvocato veneziano Domenico Giuriati (Venezia, 1829 - Milano, 1904), nel marzo del 1855 riporta un processo celebrato in Corte d’Appello a Torino. L’imputato è Giovanni Bianchetta, di Salassa, accusato del barbaro assassinio del compaesano Antonio Savio. Con l’aiuto della Gazzetta dei Giuristi e sulla scorta dei documenti d’epoca racconteremo ora questa storia di sangue.

La storia inizia il 23 gennaio 1854, di buon mattino, quando il cadavere di Antonio Savio giovane di ventitré anni viene trovato steso a faccia in giù in un solco presso un sentiero che da Salassa va a Rivarotta, dove Savio abitava con l’anziana madre Maria.

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Il coltello di fidanzamento in Canavese e i coltelli d'amore.

Nicolao Vita, il "farmacista sceriffo" di Montanaro (1850)

Nicolao Vita è protagonista di un episodio delle varie avventure del bandito Pietro Mottino (vedi la sua scheda).

Leggi la storia di Nicolao Vita.

Un turbolento dopo festa nel periodo risorgimentale - 4 aprile 1853, Villar San Costanzo

Questa storia inizia nella sera del 4 aprile 1853, lungo la strada che collega Villar San Costanzo con Dronero, dove cammina una comitiva di cinque giovanotti allegri ed euforici, reduci dalla festa celebrata quel giorno a Villar San Costanzo.

Con i cinque giovanotti camminano anche due carabinieri, Vittorio Ronjeon e Antonio Vezzoli, che si sono recati alla festa perché comandati di servizio a tutela dell’ordine pubblico. Procedono in comitiva e apparentemente in buon accordo.

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L’inchiesta del maresciallo Cassione - 1° novembre 1850, Fenestrelle

Questa storia inizia il 1° novembre 1850 a Fenestrelle, dove fervono le indagini dei carabinieri per un feroce omicidio commesso nel giorno precedente. È arrivato anche il maresciallo Biagio Cassione, comandante della suddivisione dell’Arma a piedi dei carabinieri di Perosa [Argentina], esperto ed energico investigatore.

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Giovanni Massoglia, bandito canavesano

Il bandito Giovanni Massoglia, di San Martino Perosa, ebbe a suo tempo un breve periodo di notorietà a Torino.

Presenta una curiosa personalità con aspetti di mitomane e millantatore oltre a quelli di malfattore brutale, assai lontana da quella del mitico Bersagliere Mottino.

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Guardie e ladri canavesani nella Torino dell'Ottocento

"Guardie e ladri canavesani nella Torino dell’Ottocento" è un mio articolo pubblicato sul Bollettino Società Accademica di Storia ed Arte Canavesana Ivrea, n. 17, 1991, pp. 71 - 80.

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