Chi sono

Sono nato a Torino il 2 giugno 1951 in Piazza Vittorio Veneto n. 13 nell'isolato di Sant'Enrico, appartengo al segno zodiacale dei Gemelli e a quello del Coniglio per l'oroscopo cinese.

Già da bambino avevo la passione per la cronaca nera: mentre i miei coetanei raccoglievano le figurine dei calciatori, io ritagliavo dai giornali gli articoli che descrivevano rapine in banca e omicidi. Mi piaceva anche la storia, soprattutto quella del Risorgimento: a dieci anni rimasi estasiato quando a Torino si svolsero le celebrazioni di Italia 61, quelle definite dell'Unità d'Italia.

Anche dopo la laurea e l''inizio della mia carriera di docente universitario presso una facoltà scientifica dell'Ateneo torinese, nel 1974, ho sempre coltivato, sia pure in sordina, queste mie passioni giovanili. Mi ero anche avvicinato alla letteratura in lingua piemontese e leggevo studi di storia locale, in particolare quelli concernenti il periodo risorgimentale, ma restavo sempre insoddisfatto.

Verso il 1985, visto che non riuscivo a trovare in libri scritti da altri le notizie che mi interessavano, ho deciso di metterle nero su bianco io stesso, utilizzando come data di esordio il 1848, anno di nascita della Corte di Appello con dibattimenti processuali pubblici, per finire con i primi anni del Novecento.
Ho così iniziato la ricostruzione delle vicende di banditi di strada, di ladri matricolati, delle associazioni criminali torinesi della seconda metà dell'Ottocento.

La mia formazione scientifica mi ha aiutato a ricostruire questi avvenimenti "di prima mano", utilizzando documenti di archivio e i giornali coevi, impegnandomi sempre per chiarire al lettore il contesto socio-politico in cui erano avvenuti i fatti criminali.
Ho anche raccolto i racconti popolari ancora vivi nelle campagne piemontesi, riguardanti le imprese di alcuni malfattori, la cui figura appare profondamente trasfigurata dall'immaginario collettivo.

Ho scritto vari libri, per la maggior parte apparsi nella collana editoriale "Crimini & Misfatti nel Piemonte dell'Ottocento" della Libreria Piemontese Editrice di Torino.
Sono anche autore di vari articoli, apparsi su quotidiani e su periodici locali. Ho descritto i malfattori piemontesi ottocenteschi in conferenze e mostre.

Sull'argomento ho anche svolto attività in campo teatrale.
Ho contribuito alla realizzazione di due commedie ispirate alle vicende di popolari briganti piemontesi dell'ottocento: "Mottino il bersagliere" di Ileana Orsini (1989) e "... La borsa e la vita - Il brigante Delpero detto il Rejnerone" di Luciano Bertello e Nino Bonino (1990).
Nel 1991, ho partecipato, con un siparietto dedicato a racconti di episodi clamorosi di crimini ottocenteschi piemontesi, alla terza edizione dello spettacolo "Il Caffé di Claudio Montagna", dal 4 febbraio 1991, per otto lunedì consecutivi, presso il Teatro Garybaldi di Settimo Torinese.
Nel 1992, con un analogo siparietto intitolato Racconti di briganti e delinquenti, ho preso parte alla seconda rassegna di Teatro Amatoriale, organizzata dall'Assessorato Sport, Turismo e Tempo Libero della Città di Torino, svoltasi dal 15 al 20 settembre, in via Po 17, nel cortile dell'Università di Torino.
Dal 2000 ho intrapreso nuovi filoni di ricerca: i briganti popolari piemontesi; le sentenze di condanna a morte del Senato di Torino, tribunale precedente alla Corte d'Appello dal 1814 al 1847; le biografie di poliziotti e di criminali piemontesi dell'Ottocento e del Novecento; lo studio della Polizia di Torino capitale (1848-1864).
Ho iniziato un inventario di libri e pubblicazioni che ricostruiscono delitti avvenuti in Piemonte, quello che gli anglosassoni definiscono "true crime".


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